Tuttavia se fermare il progresso tecnologico è impensabile in un regime di libero mercato, combattere le attività fraudolente è necessario, per garantire gli interessi delle aziende che investono in ricerca e sviluppo e più in generale per la fiducia nell'economia.
In questo contesto di grande cambiamento economico e tecnologico le Istituzioni italiane hanno reagito con grande fermezza e rapidità predisponendo:
- presso il Ministero per lo Sviluppo Economico apposite Direzioni come ad esempio la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione-UIBM concreta testimonianza che la politica di lotta alla contraffazione è elemento centrale della politica industriale per il sostegno alla competitività e all’innovazione delle imprese italiane;
- una Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, per approfondire la conoscenza e il contrasto di tali fenomeni e la legislazione applicata nei Paesi EU;
- il Consiglio Nazionale Anticontraffazione – CNAC, organismo interministeriale che ha compiti di indirizzo, impulso e coordinamento di tutte le amministrazioni che si occupano di lotta alla contraffazione.
Per una trattazione più esaustiva dell’assetto istituzionale e normativo della lotta alla contraffazione e delle strategie di contrasto a livello nazionale, sono state attivate:
- le strategie e le attività della DGLC-UIBM
- la sezione “Il contesto normativo e istituzionale” del rapporto “Dimensioni, caratteristiche e approfondimenti sulla contraffazione”
- il Piano Nazionale Anticontraffazione con la partecipazione del Ministro dello Sviluppo Economico e di tutto il Sistema Italia impegnato nel contrasto al fenomeno.
Per un approfondimento sulle attività delle istituzioni invitiamo alla lettura della sezione “Lotta alla contraffazione” pubblicata sul sito del Ministero dello Sviluppo economico cliccando qui.






